Simulacro

Il Simulacro della Vergine

Nessuno ha mai saputo donde venisse e dove fosse destinato il meraviglioso Simulacro racchiuso in quella cassa misteriosa. Sappiamo solo che il suo arrivo a Bonaria fu una precisa volontà della Madre di Dio. Da quel fatidico 25 marzo 1370, la piccola chiesa di Don Alfonso è diventata la casa di Maria, il Santuario di Cagliari e della Sardegna, destinato a diventare il maggior centro di devozione alla Vergine di tutta l’Isola ed uno dei più importanti d’Italia. Il Simulacro della Vergine e del Bambino, è stato ricavato da un unico pezzo di legno di carrubo, misura un metro e 56 centimetri di altezza.

“Ha il capo scoperto con la lunga chioma, senza inviluppi, sparsa maestosamente sugli omeri. L’angelico sembiante è di color naturale tendente al bruno, di esatte proporzioni, maestosa ad un tempo ed amorevole. Dal collo fino ai piedi veste un’ampia e lunga tunica cremisi, da cui spunta appena il piede destro, bellamente dipinta, quasi broccatelle d’oro, e strette ai fianchi da una elegante e ricamata cintura.

La copre un gran manto azzurro con i risalti di squisito lavorio a fiori dorati che, affibbiato al petto, ripiegasi dal braccio destro sotto il sinistro con molta grazia. Sporge dal manto la mano destra col braccio alquanto disteso; ed il pollice è ravvicinato alle altre dita riunite in atto di sostenere una candela. Colla sinistra sostiene il Bambino di pari bellezza e nudo, il quale ha i capelli alquanto ricciuti e discriminati sulla fronte, porta nella sinistra un globo, e colla destra è in atto di benedire”