Storia dell'Ordine

Il dramma della soppressione e la ripresa

Le nuove correnti di pensiero che invasero il mondo, specialmente nel secolo XIX, ebbero un influsso nefasto sulla Chiesa e quindi sulla vita interna degli istituti religiosi. Anche l’Ordine della Mercede, che allora in Europa era presente in Spagna, in Italia e in Francia, subì le conseguenze disastrose di tali movimenti culturali, che sfociarono nelle leggi soppressive delle organizzazioni religiose, arrivando quasi al totale annientamento della sua presenza nel vecchio continente e alla scomparsa totale dei Mercedari in Francia.

L’influsso delle nuove ideologie si fece sentire anche in America Latina e portò ai movimenti indipendentisti dal dominio spagnolo, i quali non furono meno funesti per la sorte dei Mercedari nel nuovo mondo, causando la soppressione di molti conventi e una diminuzione del numero dei religiosi.

Nel 1880 venne eletto Maestro Generale il cileno Fra Pietro Armengaudio Valenzuela che pose la sua sede nel collegio di S. Adriano in Roma. Il nuovo Generale trovò in Europa soltanto una trentina di religiosi a custodia di tre case e chiese dell’Ordine: S. Adriano in Roma, Nostra Signora di Bonaria in Cagliari e Nostra Signora dell’Olivar in Spagna. Tutte le altre case erano state soppresse e i religiosi morti o dispersi. In America la situazione era un po’ più confortante ma anche lì il numero dei religiosi e dei conventi era molto ridotto. Complessivamente i Mercedari in quel tempo erano circa trecento, la Maggior parte anziani o malati.

Il Padre Valenzuela, religioso osservante e dotto, formato alla scuola dei valori tradizionali mercedari, cominciò il suo governo proponendosi come scopo principale la restaurazione dell’Ordine. Egli governò per trentuno anni, dedicando la sua opera in modo particolare alla formazione di nuovi religiosi e al ristabilimento dell’Ordine Mercedario non solo in Europa ma anche in America, con la formazione delle nuove vocazioni.

Dopo molti studi e riunioni, radunò nel 1893 la Congregazione Generale dei rappresentanti dell’Ordine per discutere e approvare le nuove Costituzioni dell’Ordine da lui preparate e che vennero pubblicate, con l’approvazione della Santa Sede, nel 1895. Con esse l’istituto era proiettato verso le opere di misericordia, tra cui le missioni e l’educazione della gioventù, in linea con la redenzione degli schiavi dei tempi passati.

Con il nuovo personale formato egli aprì in Italia cinque nuovi conventi, costituendo nel 1907 la Provincia Romana sulle ceneri dell’antica Provincia Italica che era stata annientata dalle soppressioni e pensò anche ad inviare religiosi nelle varie parti del mondo dove c’era maggior bisogno.

Quando lasciò il generalato nel 1911, perché nominato vescovo di Ancud (Cile), l’Ordine era in piena rinascita: tre Province e due Vice-province in Europa; cinque Province e due Vice province in America Latina, con un totale di circa 60 case e 450 religiosi.