Santuario

Ex Voto

Dopo l’arrivo prodigioso ed i miracoli che ne seguirono, i cagliarita¬ni, tutti i giorni, salivano sul colle per inginocchiarsi dinanzi alla taumatur¬gica immagine della Madre di Dio. A Lei affidavano le proprie anime, con Lei si confidavano come i figli fanno con le madri più affettuose, alla sua materna protezione affidavano i propri cari, i figli, le spose, in particola¬re quegli sposi che ogni notte erano costretti a solcare i mari per procurare il cibo ai propri cari.
La devozione della gente di mare verso la Vergine divenne talmente grande che tutti, ben presto, al nome di Nostra Signora di Bonaria aggiun¬gevano “protettrice dei naviganti”.

In seguito, diversi secoli dopo, il papa avrebbe reso ufficiale, con la sua autorità, que¬sto titolo. Si cominciò, subito, a parlare di grazie e di miracoli, ottenuti dalla Vergine e molti, per riconoscenza, portavano dei doni (ex-voto) da esporre in segno di gratitudine verso la Madonna. Tra i tanti ex-voto, offerti lungo i secoli, il più ricorrente è la barca, dono di pescatori o marinai. Il Santuario col tempo si sarebbe riempito di questi oggetti, la maggior parte dei quali sono oggi espo¬sti nel Museo allestito in alcuni locali del Convento.

La fama della statua prodigiosa era volata nel frattempo in tutto il Mediterraneo, visto il ruolo non secondario che il porto di Cagliari svolgeva nelle rotte del tempo. Qui infatti vi facevano scalo marinai valenzani, provenzali, genovesi, napoletani, ragusani, i quali invocavano la Vergine di Bonaria perché li difendesse dalle insidie del mare, in particolare dai pirati.
Molto spesso quindi chi riteneva di aver ricevuto una grazia si “sdebitava” offrendo al Santuario un ex-voto che testimoniasse la sua riconoscenza nei confronti della Vergine di Bonaria. Questa tradizione dura tuttora e, nel corso dei secoli, ha arricchito il Santuario di un’enorme quantità di oggetti votivi, conservati in un locale attiguo alla Chiesa e nel Museo allestito appositamente.

Nel corso dei secoli gli ex-voto del Santuario di Bonaria divennero così numerosi che a stento si trovava un posto in cui collocarli. Molti erano esposti direttamente in Santuario, altri in alcune stanze adiacenti; molti ammassati alla rinfusa in ambienti vari, non essendoci un luogo adatto per poterli conservare bene e insieme. Moltissimi infine vennero distrutti durante l’occupazione del convento ai tempi delle leggi eversive. Nonostante ciò a Bonaria c’è ancora una straordinaria raccolta di ex-voto sistemati, finalmente, in modo dignitoso.

Dopo i restauri degli anni ’50 il Santuario fu riportato alle sue linee architettoniche originali, cioè allo stile gotico-catalano, e fu quindi necessario rimuovere tutte le sovrapposizioni fatte nel corso dei secoli. Anche gli ex-voto che vi si conservavano furono rimossi e sistemati alla meglio in alcuni locali, in attesa di una sistemazione definitiva.

Nel corridoio dove è custodita la cassa della Madonna sono esposti anche migliaia di cuori d’argento e quadrucci che rappresentano in maniera tangibile il “grazie” che i fedeli hanno voluto dire alla Madonna di Bonaria per la sua materna protezione nei loro confronti.
Su molti di essi si legge VFGA: Votum Feci Gratiam Accepi, che significa “ho fatto un voto e ho ricevuto una grazia”, o più semplicemente PGR: Per Grazia Ricevuta.

Fu nel 1968 che vedendo l’enorme quantità di ex-voto distribuiti in maniera piuttosto disordinata in ambienti diversi e lontani l’uno dall’altro, i religiosi mercedari ebbero l’idea di costruire un piccolo Museo destinato a conservare e a preservare dalla distruzione quel grande tesoro di fede e di pietà popolare accumulato durante un periodo lunghissimo.

Però questo locale era troppo angusto per poter contenere tutti gli oggetti donati nel corso dei secoli e ancora presenti a Bonaria, per cui negli anni 90 fu preparato in locali più ampi e sovrastanti il chiostro, l’attuale museo che racchiude autentici tesori soprattutto del modellismo navale.

Tra gli ex-voto vi è una particolare navicella d’avorio, donata da una pellegrina ‘in procinto di recar¬si in Terra Santa, che ha assunto valore non soltanto devozionale, ma anche storico e significativo. Tale navicella è sospesa sulla volta del Santuario, e pare che si muova in maniera impercettibile a seconda del vento che soffia nel golfo di Cagliari. E’ un miracolo continuo, e quasi per provare che in ciò non vi è nulla di umano, nessuno è riuscito mai a vederla muovere.

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Festivo: 7.00 – 8.30 – 10 – 11.30 – 18.30 – 20:00

Da ottobre a marzo:

Feriale: 7.00 – 8.00 – 9.00 – 10.00 – 18.00
Prefestivo: 17.30 – 19.00
Festivo: 7.00 – 8.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30 – 19.00

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