Convento

fra Carlo Catalano Correva l’anno 1305 ed un grande personaggio, già molto noto a Cagliari, tornava dalla Spagna tra i suoi indossando l’abito religioso dell’Ordine della Mercede. Era ben giusto che il popolo sardo sempre vittima di invasioni e di crudeli padroni vedesse con gioia quella bianca divisa, segno di pace e di libertà. La Vergine Santissima mandava quell’angelo chiamato Carlo Catalano, a prepararle il terreno, la reggia, una dolcissima dominazione.

Carlo Catalano nacque a Cagliari da famiglia nobile verso la fine del XIII secolo. Sebbene giovanissimo fu inviato dai sardi come ambasciatore presso il re Giacomo II di Aragona, suo parente, per sollecitare un efficace intervento contro i Pisani che li dominavano. Conclusa la negoziazione con il re, Carlo rimase ancora a Barcellona. Mentre si aggirava pensieroso per la città, fu visto fermarsi davanti ad un Convento. Mentre era a Barcellona aveva sentito parlare dell’Ordine da Mercede da poco fondato, e il forte eroismo dei religiosi indusse Carlo a chiedere di entrarne a far parte, ricevendo così il bianco abito della Mercede. Successivamente Carlo chiese, ottenendolo, il permesso di tornare in Sardegna. Fu lui il primo Sardo ad entrare nell’Ordine della Mercede, ed il primo religioso a venirvi, insieme con altri quattro sacerdoti, per fondare un convento mercedario nel luogo detto Bonaria. La fondazione del Convento di Bonaria è dovuta dunque allo zelante mercedario fra Carlo Catalano per volontà di Giacomo II.



Sala de Profundis All'interno del corrodioio degli ex-voto in fondo, sulla destra, troviamo un'ampia scalinata a due rampe, che conduce nel Convento. Sulle pareti della scalinata sono ben visibili sei bassorilievi scolpiti in legno e con una bella doratura, recentemente restaurati, che rappresentano i vari momenti dell'approdo della Madonna ai piedi della collina. Ci sono anche due grandi stemmi episcopali di prelati mercedari.

Sulla parete frontale, di fronte al pianerottolo dopo la prima rampa di scale, vi è un crocifisso molto bello, certamente di origine spagnola.

Al termine della scalinata appare la in tutta la sua bellezza la Sala de Profundis , così chiamata perché i religiosi, prima di entrare nel refettorio per consumare i pasti, erano soliti fermarsi a pregare per i loro confratelli defunti. Questa sala, al cui centro vi è una cupola molto graziosa, è una piccola pinacoteca, piena di quandri a soggetto mercedario, di Santi ecc.. C'è anche il bozzetto del monumento a Paolo VI ed altri oggetti artistici.

Una porta sul fondo ci porta in quello che viene chiamato l'appartamento reale, in quanto in esso alloggiavano i Re quando venivano a Bonaria o i Vicerè prima di prendere la loro carica. Anche gli Arcivescovi di Cagliari prima di entrare solennemente nella Diocesi, venivano (e vengono tuttora) a Bonaria alloggiando in questo appartamento. Da qualche tempo qualcuno chima queste stanze l'appartamento del Papa, in quanto vi hanno sostato i due Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II in occasione della loro visita.

E' composto da tre grandi stanze, arredate con mobili d'epoca. La prima sulle pareti presenta ritratti di Cardinali e Vescovi mercedari. La seconda è l'anticamera; alcuni armadi posti in questa stanza custodiscono libri preziosissimi, introvabili, catalogati ed alcuni restaurati dalla Soprintendenza.

Infine vi è la stanza da letto, dove si possono notare alcuni oggetti antichi e particolarmente preziosi come un artistico Crocifisso, un simulacro dell'Immacolata e qualche mobile di pregevole fattura.
Uscendo dallìappartamento reale, sul lato sinistro, c'è la porta di accesso al grande refettorio, un'altra pinacoteca con quadri mercedari, Madonne, Santi e personaggi illustri vissuti nel Convento di Bonaria.

Ritornando verso la scalinata ci troviamo, dopo alcuni gradini sulla destra, in un corridoio pieno di quadri di Vescovi mercedari, molti dei quali vissuti a Bonaria. Sulla destra, dopo i gradini, un'ampia porta conduce alla Biblioteca, molto ricca di antiche opere e in via di completa sistemazione sia per quanto riguarda la scaffalatura che la collazione dei libri.

Da una stanza in fondo all'ampio locale una scala piuttosto disagevole conduce alla Torre Aragonese dall'alto della quale si gode il meraviglioso panorama del Golfo degli Angeli e della città di Cagliari.

 
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