Papi a Bonaria

Sul colle di Bonaria, nel corso dei secoli, personaggi illustri, son saliti per rendere omaggio alla dolce Regina dei Sardi. Imperatori, re, viceré, arcivescovi, vescovi, santi e personaggi famosi, si sono inginocchiati ai piedi di Maria, per affidarsi alla sua protezione, implorare il suo aiuto, ricevere forza e coraggio per affrontare il mare spesso tempestoso della vita. Tra i personaggi illustri che hanno avuto un ruolo importantissimo, nella storia di Bonaria, ci sono alcuni pastori della Chiesa universale, che si sono resi benemeriti verso il Santuario e il popolo sardo.
 
Papa Pio IXIl primo della lista è Pio IX,  proclamato Beato da Giovanni Paolo II. Fu questo grande Pontefice che, in occasione dei solenni festeggiamenti del quinto centenario dell’arrivo prodigioso del Simulacro di Maria, ne decretò l’incoronazione, che si svolse nella mattinata del 24 aprile 1870, ad opera di Mons. Giovanni Iacovacci, Vescovo di Eritrea, Delegato del Capitolo Vaticano, alla presenza di tutte le autorità religiose e civili della città.
Quest’avvenimento, veramente straordinario, convocò ai piedi della Madonna una folla immensa di fedeli, venuti da ogni parte della Sardegna. A distanza di venticinque anni, il 24 aprile 1885 si sentì il bisogno di commemorarlo con altre solenni celebrazioni, tra cui la riconsacrazione, da parte dell’Arcivescovo Mons. Paolo Maria Serci, del Santuario dopo che erano stati effettuati dei lavori; una grande lapide, fu posta a ricordo del duplice avvenimento.
 
Un altro momento, importantissimo, nella storia del Santuario di Bonaria è la proclamazione della Vergine a Patrona Massima della Sardegna. Sin dal suo arrivo, i sardi ed in particolare i cagliaritani, hanno considerato Maria, guida e protettrice della loro terra e delle loro genti; si desiderava, però, una dichiarazione ufficiale da parte della Suprema autorità della Chiesa. Il papa San Pio X, accettando i voti e le suppliche dell’Episcopato, del Clero e dei fedeli dell’Isola, proclamò, in data 13 settembre 1907, la Madonna di Bonaria, Patrona Massima della Sardegna. 
Nel Decreto pontificio troviamo queste parole:
“La città di Cagliari non solo, ma tutte quasi, direi, le regioni della Sardegna meritatamente godono del patrocinio della Madre di Dio, Vergine di Bonaria, il cui antichissimo Simulacro… già da cinque secoli con pietà sempre più squisita sul colle comunemente detto di Bonaria… si venera nella Chiesa attigua ad un Convento dell’Ordine della Beata Maria della Mercede…Papa Pio X
… Sua Santità, accogliendo molto amorevolmente tali supplichevoli desideri… colla sua suprema autorità dichiarò ed elesse a speciale Patrona di tutta la Sardegna presso Dio, la Beatissima Vergine Madre di Dio, sotto il titolo di Bonaria…
Al Cardinale Pietro Maffi, Arcivescovo di Pisa, spettò l’onore di presiedere le celebrazioni in rappresentanza del Santo Padre.
Nella sua omelia, il porporato affermò tra l’altro:
“La proclamazione di Maria di Bonaria a Patrona Massima della Sardegna discopre, in Maria diritti e premure, in noi doveri e ragioni di fiducia più grandi”.
“Prima riconoscenza nostra a Maria sia supplicarla perché la sua
buon’aria,
il suo spirito aliti in noi e dintorno a noi. Invochiamola, supplichiamola perché sul mare ai naviganti propizi i venti e sia stella benigna e di salute… ma soprattutto preghiamola perché le bufere delle anime rattenga…”.
 
Nel 1926, ci fu l’apertura al culto e la consacrazione della nuova chiesa ancora incompleta. Un avvenimento importantissimo, che il popolo di Sardegna attendeva da secoli e che, finalmente, si celebrò nell’anno di grazia 1926.
Ancora una volta, un porporato che viene a Bonaria per rappresentare il Santo Padre, il Cardinale Gaetano Bisleri. Il 22 aprile 1926 egli consacra la nuova Chiesa, celebra il pontificale e annunzia solennemente a tutti che il Santo Padre si è degnato di esaudire i voti e le suppliche pervenutegli da ogni parte: La nuova chiesa potrà fregiarsi, per volontà del Santo Padre Pio XI, Papa Pio XIdel titolo di
Basilica Minore.
“Avendo il Rettore di quella chiesa rivolte fervide preghiere, le quali furono raccomandate caldamente dall’Arcivescovo di Cagliari, perché Ci degnassimo di onorare del titolo di Basilica Minore questo tempio, dedicato alla B. V. di Bonaria, recentemente costruito ed ornato di pregevoli opere artistiche, con le offerte raccolte da ogni parte, Noi, uditi anche i V. N. F. Cardinali di S. Romana Chiesa preposti alla S. C. dei Riti, abbiamo deciso di esaudire le preghiere rivolteci. Pertanto con la Nostra Apostolica Autorità, e per sempre, arricchiamo la suddetta
chiesa, dedicata a Dio in onore della B. V. di Bonaria nella città ed Archidiocesi di Cagliari, del titolo e della dignità di Basilica Minore.
E le concediamo tutti i diritti, i privilegi, le prerogative, gli indulti…”
In quell’occasione fu ripetuta l’incoronazione della Madonna con nuove corone, in quanto le prime erano state trafugate. Il papa, ricevuta notizia del furto sacrilego, aveva in precedenza offerto un anello prezioso che fu incastonato nella nuova corona.
 
Nell’aprile 1958, si celebrò, il cinquantenario della proclamazione della Madonna di Bonaria a Patrona Massima della Sardegna. Furono giorni di grandissima gioia e solennità per tutto il popolo sardo. I fedeli a migliaia giunsero a Bonaria in quei giorni per onorare la loro Patrona. L’avvenimento più importante, questa volta, fu la presenza del Papa, il grande Pio XII, una presenza non fisica (non era ancora giunto il tempo dei viaggi papali) ma importantissima: il papa parlò al popolo sardo attraverso un messaggio trasmesso in diretta dalla Radio Vaticana, collegata con la Rai. Oltre centomila persone erano presenti nel piazzale della Basilica, in devoto ascolto della parola del Vicario di Cristo. Era la prima volta nella storia della Sardegna che il papa faceva giungere la sua voce inPapa Pio XII questo modo.
“Da tempo nutrivamo il desiderio di rivolgervi una nostra parola, diletti figli e figlie della nobile Sardegna, tradizionalmente devota a questa Sede Apostolica, per manifestarvi il Nostro paterno affetto e la stima e la fiducia che riponiamo in voi, quasi ridesti in questi ultimi anni, a novello fervore di vita e di opere…. Siamo certi che voi… consentirete con Noi, se affermiamo che la Sardegna, a giusto titolo, si può considerare eredità e dominio di Maria e che tale vuol restare nel futuro…
…Elemento preponderante di tale prerogativa
(l’attaccamento dei sardi alla loro terra)
è stata in ogni tempo la fede cristiana, mantenuta immune da errori, avuta in alta stima dai vostri avi, e della cui saldezza nei cuori è segno e prova una fervida devozione alla vergine. Si comprende, pertanto, la salutare importanza - nel corso della vostra storia religiosa e civile,-  del Santuario di Bonaria, come centro di vita cristiana e di devozione mariana…”..
Le parole del papa penetrarono nel cuore della gente sarda. Abituati a sentir parlar male della loro terra, i sardi ascoltando le parole del Sommo Pontefice, provarono gioia indescrivibile insieme a riconoscenza immensa.
 
Il 7 dicembre 1960, dopo anni di restauro, si riaprì al culto il Santuario, con la benedizione del nuovo altare, alla presenza del Padre Generale dell’Ordine e di tutte le autorità cittadine e regionali. Il giorno dopo, l’Arcivescovo, al termine della Messa Vespertina e prima della solenne processione, lesse una lettera del nuovo papa, Giovanni XXIII, il quale Papa Giovanni XXXIIIvolle essere spiritualmente presente in mezzo ai fedeli: “Sappiamo immaginare lo spirituale entusiasmo delle buone e laboriose popolazioni della Sardegna, invitate ad onorare con speciale solennità la Vergine Santissima, loro celeste Patrona Massima - quale fu proclamata dal santo Pontefice Pio X di gloriosa memoria- ed esultiamo al pensiero delle pie turbe pellegrinanti alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria in Cagliari, riportata a splendore di culto e di religioso servizio”.
La lettera del papa, datata 3 dicembre 1960, porta la firma e una nota scritta di suo pugno, che dice:
Giovanni XXIII, papa, pellegrino umile e devoto a Bonaria dove celebrò il 29 ottobre 1921.
Pochi mesi dopo, il papa si fa sentire ancora. Ricevendo in udienza la carovana ciclistica del giro di Sardegna, il papa rivolge ai corridori brevi e significative parole: “Cari figlioli, buon viaggio, buon successo e felice ritorno! Quando arrivate a Cagliari ricordatevi che lì vicino vi è un Santuario che è il più bello della Sardegna: è il Santuario della Madonna di Bonaria. E voi, con le vostre preghiere, dite alla Madonna che il papa vi ha mandato da Lei perché benedica l’Italia, le vostre famiglie, tutta la gioventù, e quando tornate venite da me che vi accoglierò sempre volentieri. Buon viaggio, figlioli!”. Da allora la corsa ciclistica sarda ha sempre fatto sosta a Bonaria.
           
Il 25 marzo 1970 ricorre il sesto centenario della venuta della Madonna. Si preparano grandiosi festeggiamenti, ma nel cuore di tutti c’è un desiderio, una sensazione, quella di vedere il Santo Padre, fisicamente presente, ai piedi di Maria. Sarebbe una cosa meravigliosa, mai accaduta nella storia dell’Isola se si eccettua la venuta forzata, di una paio di papi venuti in queste terra, non come Vicari di Cristo, ma come prigionieri per amore di Cristo. Nel corso di alcune udienze ad autorità e gruppi sardi, il papa aveva parlato in termini entusiasti dei Sardi, della Sardegna e del Santuario. Aveva poi mandato come Arcivescovo addirittura un cardinale, Sebastiano Baggio; aveva compiuto alcuni gesti significativi, come la benedizione della lampada che i Papa Paolo VIciclisti offrirono alla Madonna. Tutto questo fece pensare che qualcosa sarebbe successo. Addirittura i giornali cominciarono a parlare della venuta del papa, senza che ci fosse stata notizia o conferma da parte di alcuno. La conferma venne: il papa sarebbe venuto a Bonaria per presiedere i festeggiamenti. Alle 10 in punto del 24 aprile 1970 Papa Montini tocca il suolo di Sardegna, bacia la terra e si rivolge a quanti sono lì ad accoglierlo: “Salute a te, Sardegna nobile e forte, generosa e paziente, laboriosa e fiera! Salute a te, Sardegna, terra di martiri e di santi, di lavoratori e di magistrati, di marinai e di pastori semplici e fieri… salute a te, Sardegna cristiana, Sardegna cattolica, la cui storia è maturata nel sangue dei martiri…Il papa viene a te, come per ricompensarti di questa antica e provata fedeltà…”.
A Bonaria lo accolgono in centocinquantamila. Celebra l’Eucarestia nel piazzale e parla, parla della Madonna, un discorso straordinario che, a detta di teologi insigni, costituisce come il preludio della nuova mariologia. Una frase contenuta nel suo lungo discorso, ha suscitato particolare entusiasmo e interesse nei devoti di Maria: “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce”. Queste parole dovrebbero essere scolpite a lettere d’oro nel cuore di ogni cristiano ed essere motivo di riflessione continua.
Paolo VI venne a Cagliari, esclusivamente, per onorare la Vergine di Bonaria e per questo, si volle innalzare un monumento (opera di Enrico Manfrini) a Lui dedicato nell’atrio della Basilica, a perenne ricordo e riconoscenza. Il papa apprezzò moltissimo questo gesto e con una lettera inviata al Cardinale Baggio, manifestò i suoi sentimenti di gratitudine. La lettera termina con un’affermazione:
“Alla città e all’isola tutta sia confermata la nostra stima, la nostra affezione, il nostro distinto augurio di crescente prosperità”.
 
Giovanni Paolo IIUn altro grande momento di intima gioia fu vissuto il giorno 20 ottobre 1985. Per tre giorni (18, 19 e 20 ottobre 1985), il papa Giovanni Paolo II, visita la terra sarda, ovunque accolto con straordinarie manifestazioni di gioia e di entusiasmo. L’ultima e più importante giornata è riservata a Cagliari, ove incontra le Autorità, il popolo, le varie realtà cittadine. Bonaria è il centro di culminante di tutto il viaggio. Centotrentamila o più persone, partecipano alla celebrazione eucaristica e ascoltano attentamente le parole del Vicario di Cristo, nella Giornata Missionaria Mondiale. Riportiamo alcune frasi dei vari discorsi pronunziati a Cagliari: “Da tanto tempo, nel quadro dei miei viaggi pastorali in Italia, desideravo venire in Sardegna, e specialmente a Cagliari, in questa città che per il numero dei suoi abitanti, per la sua antichissima storia, per il suo mare, il suo porto, ma specialmente per la sua secolare tradizione cristiana è come una splendida perla incastonata nella vostra bellissima Isola…La fede cattolica dei Cagliaritani è magnificamente testimoniata dall’ardente devozione a Maria Santissima, venerata nel Santuario di Bonaria, dove anch’io domani mi recherò in devoto pellegrinaggio”.                                                                                                                  “Vivo questa Giornata, qui accanto al Santuario di Nostra Signora di Bonaria, centro principale della devozione mariana di tutti i sardi…”.
“Il mio predecessore Paolo VI, venendo qui pellegrino, volle ricordare la funzione essenziale della Madonna nel piano della salvezza: il consenso che essa dette alla volontà del Padre, - disse- fa parte essenziale del mistero della salvezza.
Da Lei abbiamo ricevuto Cristo e mediante Lei possiamo più facilmente andare a Cristo. E’ il pensiero che anch’io voglio lasciarvi, come ricordo di questo mio pellegrinaggio: la devozione alla Madonna fa parte essenziale dei doveri di un cristiano”.

 

 
Zpluz by Zeuder

MKPortal ©2003-2008 mkportal.it